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Marina Battistella

CENNI BIOGRAFICI:

Marina Battistella, nata a Palmanova il 20 settembre 1958, vive e opera a Bagnaria Arsa (Udine). Ha frequentato l’istituto statale d’Arte “G. Sello” del capoluogo friulano, dove ha avuto due eloquenti maestri: gli artisti Mario Baldan e Nane Zavagno.  Il suo esordio è ispirato prevalentemente all’impressionismo, per approdare poi all’iperrealismo.  In seguito, sente l’esigenza di esprimere una creatività fino a quel momento repressa; la curiosità e l’interesse per il materico la portano verso una ricerca continua fino all’acquisizione di una personale cifra espressiva, caratterizzata da una combinazione equilibrata fra le ragioni dello spazio e quelle della materia, in un impianto cromatico pienamente riconoscibile. Ha partecipato a numerosi simposi tra i quali Medana in Slovenia e Suvero in Liguria; inoltre la trasmissione Artevisione, sulla tv Slovena Tele Capodistria, le ha dedicato una puntata. È presente in “Scrivendo d'arte : 1977-2002 : autori, cronache, recensioni, appunti di arte figurativa in Friuli Venezia Giulia / Vito Sutto." Le sue illustrazioni si trovano nel libro di poesie “Poete a Nordest”, uscito nel 2011. Da diversi anni è presente in rassegne collettive e personali in varie località italiane ed estere. CRITICA, hanno detto di lei: Le opere di Marina Battistella disegnano un viaggio immaginario dove gli elementi fisici mantengono soltanto qualche traccia di riconoscibilità, per il resto appaiono come brani di una realtà in via di definizione. Per questo l’artista carica di valore simbolico la sua pittura, alludendo alle dinamiche del vissuto che sono in continuo movimento verso esiti di imprevedibile sistemazione. Il piano dipinto si presenta come una sorta di geografia dell’ “altrove”, disposta a suggerire l’idea di improbabili isole, emerse in un futuro lontano per un fenomeno tellurico misterioso e contenenti tracce di civiltà sepolte: tra queste anche evidenze di scrittura, sovrapposizioni a collage, incisioni e rilievi, segni che si ammatassano in vortici di materia per liberarsi poi in impercettibili ombreggiature. Il tutto è incastonato in aree contigue che a tratti si offrono anche al gusto tattile di chi le guarda; qui dominano con ampia gamma di tonalità il nero che rimanda a un’idea di cristallizzazione lavica, il rosso che accende effetti cangianti di trasparenze e profondità, il bianco capace di intercettare e rimandare la luce dell’ambiente. Prof. ENZO SANTESE
Evropska unija

Projekt je pripravljen s finančno pomočjo Evropske unije v okviru programa Phare CBC Slovenija/Italija 2003

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